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Romaine Brooks

Ricerca storica a cura dell'artista Gino Di Grazia


Romaine Brooks, nata a Roma il primo di maggio 1874 e deceduta a Nizza, il 7 dicembre 1970 E' stata una pittrice statunitense. Si specializzo' in ritratti con una tavolozza di colori dominata dalle sfumature di grigio. Rifiuto' i movimenti artistici contemporanei come il cubismo e e il fauvismo ispirandosi invece alla scuola simbolista. Nacque come Beatrice Romaine Goddard a Roma, da ricchi genitori statunitensi (che le garantirono l'agiatezza per tutta la vita, di fatto esentandola dal bisogno di un lavoro), che decisero di rientrare presto negli Stati Uniti. Dopo aver raggiunto l'eta' adulta la Brooks passo' la maggior parte della propria vita a Parigi. Qui studio' all'Academie Colarossi. Tra il 1903 ed il 1904 la Brooks fu, per un breve periodo, sposata con il pianista bisessuale John Ellington Brooks. Presto pero' i due raggiunsero un accordo: non avrebbero divorziato, in modo da mantenere lo status socialmente rispettabile di persone sposate, ma non avrebbero piu'convissuto. In cambio Romaine avrebbe garantito una rendita mensile al marito. Che accetto' volentieri. Lasciato il marito la Brooks ebbe, tra le altre, relazioni amorose con l'ex amante di Oscar Wilde, Lord Alfred Douglas, con la ballerina Ida Rubinstein e con lo scrittore e politico Gabriele D'Annunzio. La piu'importante relazione della sua vita, durata cinquant'anni, fu pero' quella con la scrittrice lesbica Natalie Clifford Barney, che incontro' nel 1915. Nella primavera del 1910 la ricchissima pittrice americana, dopo essersi apertamente dichiarata lesbica, avviava un'intensa relazione con d'Annunzio, che aveva incontrato la prima volta nel 1909. I trasgressivi incontri con la pittrice bisessuale, continuarono sporadicamente per anni. Durante i numerosi incontri parigini e veneziani, Romaine Brooks dipinse ben tre ritratti del Poeta. In particolare, traspaiono nei dipinti che sono tra le sue opere piu'conosciute le sue relazioni con Ida Rubinstein e Gabriele D'Annunzio, che la soprannomino' "Cinerina" per il prevalere dei toni grigi nella sua tavolozza cromatica. La Rubenstein fu la modella per il dipinto del 1914 La France Croisee ("La croce di Francia", ma anche "La Francia crociata"), che venne riprodotto in uno speciale opuscolo, completato da una poesia di D'Annunzio, e venduto per raccogliere fondi per la Croce Rossa ed altre organizzazioni coinvolte nello sforzo bellico della Prima guerra mondiale (negli anni successivi la Brooks avrebbe ricevuto la Gran Croce della Legion d'Onore come riconoscimento per i servizi resi dalla sua arte allo stato francese). I due ritratti che la Brooks fece di D'Annunzio (uno dei quali conservato al Vittoriale) sono indubitabilmente tra i piu' famosi ritratti dello scrittore. La Brooks esegui' ritratti anche di Jean Cocteau, del duca Uberto Strozzi e di Carl van Vechten. Romaine Brooks fu una delle pi note artiste che costituirono la scena artistica cosiddetta della "Rive gauche" parigina degli anni venti, e dipinse molti ritratti di altre donne legate a questo periodo: Una Troubridge, l'amante di Radclyffe Hall, la pianista Renata Borgatti (che fu sua amante nel periodo di Capri), la marchesa Luisa Casati, la baronessa Emile d'Erlanger, Muriel Draper e Natalie Barney. Nel suo piu'famoso autoritratto la Brooks vestita con una giacca da equitazione, guanti e cappello. Il dipinto un sobrio studio di grigi e neri, come molti altri suoi lavori: cromaticamente abbastanza monotono, ad eccezione del punto rosso focale che rappresenta la Croce della Legion d'Onore appuntata al risvolto della giacca. L'Italia ebbe una parte molto importante nella vita di Romaine Goddard, chiamata Romaine appunto perche' nata a Roma il 1 maggio 1874 da una ricchissima famiglia americana, famiglia che pero' si disinteresso' presto di lei abbandonandola a sei anni da sola a New York, dove fu allevata da una lavandaia. Nelle sue memorie, l'infanzia sembra un incubo, con un fratello demente ed una madre tormentatrice che a 14 anni la manda in un convento italiano. Qui viene costretta ad usare (orrore!) il coltello per mangiare il formaggio e a portare calze verdi, ma per la prima volta il suo talento per il disegno viene riconosciuto: le fanno disegnare teste di Cristo, i menu dei pasti festivi, le scene per le recite. Avrebbe dovuto diventare suora, ma una provvidenziale polmonite l'allontano' dal convento dopo un anno di permanenza, e la riporto' dall'odiata madre. Nel 1896 lascia Parigi (dove aveva abitato per due anni ed aveva cercato di sedurre Clara Butt) e torna a Roma per studiare arte alla Scuola Nazionale, dove era l'unica donna. Abitava in uno studio che si apriva su un giardino in via Sistina, frequentava il Caffe'Greco e comincia a dimostrare il suo orgoglio quasi demoniaco (dichiarava che non bisogna essere schiavi di niente e nessuno, eccetto che del proprio spazzolino da denti), preda, secondo la sua biografa, di un "meccanismo emotivo che e'stato descritto come 'identificazione con l'aggressore'". All'epoca veniva descritta con una faccia pallida e sensibile, con grandi occhi scuri e caldi riccioli neri. Nell'estate 1899 va a Capri per la prima volta, per sfuggire al caldo ed alla depressione romana e per vendere i propri quadri. Per dipingere affitta come studio una cappella abbandonata vicina ad alberi di fico, aranci e vigne, e vi passa, a suo giudizio, i giorni pi belli della sua vita. A Capri conosce John Ellingham Brooks, uno dei tanti omosessuali che aveva lasciato l'Inghilterra dopo il processo ad Oscar Wilde; sull'isola Romaine viene anche "adottata" dalla ricca Mrs Snow, il cui marito era sempre assente ed una casa piena di fiori, crocifissi, brandy, soda e aragoste fredde. Passa l'autunno a Parigi, ma tornera' a Capri molte altre volte: nel 1901, nel 1903 quando dopo la morte del fratello e della madre avra' ereditato un immenso patrimonio e sposera', forse per avere piu'liberta', Brooks (che peraltro rimarra' a Capri con E. F. Benson, ma che, come un marito "normale", disapprovera' i suoi capelli corti ed i suoi pantaloni). Negli anni successivi a Londra (dove comincia a dipingere con la sua caratteristica tavolozza di grigi), poi a Parigi. Ad un pranzo dell'illustratore Cappiello, nel 1909, conosce D'Annunzio (1896-1938), di "aspetto repellente ma dotato di straordinario potere verbale". Lui la chiama "Cenerina", e in Nocturne la descrive come "tutta occhi e mento, non piu'una donna ma una volonta' artistica...". Lei lo ritrae due volte, nel 1912 (a storia gia' finita) e nel 1916. Negli stessi anni Romaine conosce Renee Vivien, ha una breve storia con lei (che a sua volta stava anche con Natalie Barney e la "Brioche"); dipinge vari quadri ("Azalee bianche", "L'arciere mascherato", "Le trajet"). affascinata dai paesaggi interiori, dall'occulto, l'eccentrico, dai modi eccentrici e bizzarri, dagli umori dissonanti. Filtrate attraverso una malinconia pervasiva o caricaturizzate, i suoi quadri non ritraggono donne forti, ma donne arrabbiate o torturate. Durante la sua carriera ne dipinge parecchie, sue amanti e/o celebri lesbiche, tra le quali nel 1915 (come crocerossina) e nel 1917 Ida Rubinstein, la ballerina di Diaghilev per la quale Ravel scrisse il "Bolero". Dato che non aveva bisogno di vendere, i suoi lavori non ebbero mai mercato, e furono rivalutati solo nel 1968 in un numero di Bizarre dedicato a lei. Sue mostre a Parigi (1910, 1931), Londra (1925, 1976), New York (1925), Chicago (1935), Washington (1971), Poitiers (1987). Nel 1915 aveva gia'incontrata Natalie Barney (1876-1972) al Bois de Boulogne, e forse l'aveva anche ritratta insieme alla sorella, ma solo dopo un te'della zia Minnie (lady Anglesey), a 39 e a 41 anni rispettivamente, le due "tornarono a casa insieme, e quello fu l'inizio". "Un femme femmes" cosi' Natalie, la piu'celebre "amazzone" del secolo scorso, veniva definita dalla sua portinaia. Romaine quando la incontra era si' bisognosa d'amore, ma anche amara, cinica, sospettosa ed estremamente nevrotica; nonostante o forse per questo, riconobbe per lungo tempo (circa 50 anni) a Natalie e a se stessa il diritto ad avere avventure con altre donne. Nel 1915 scoppia la guerra e Romaine raggiunge D'Annunzio a Venezia, dove vede mendicanti affamati che mangiano le briciole destinate ai piccioni, mentre "il vate" abita in un piccolo palazzo sul Canal Grande dove faceva cosi' caldo che le candele si scioglievano. Nel 1918 Romaine torna a Capri l'estate. Acquista villa Cercola, conosce Sibilla Aleramo, Compton Mackenzie e sua moglie Faith. In Extraordinary women (pubblicato nel 1928, tradotto in italiano come Donne pericolose) e'rappresentata come una vera e genuina invertita, e descritta nel romanzo come la desiderabile "Olimpia Leigh", autosufficiente e completa in se stessa, amata da "Rosalba Donsante" (la bella Mimi' Franchetti). Radclyffe Hall sarebbe invece "Hermina de Randan", mentre "Clo Gazay" la pianista Renata Borgatti, una "aberrazione biologica... i cui occhi grigi erano sempre rannuvolati dalla preoccupazione del perche' era stata fatta com'era". Ma una fonte meno imparziale (Faith era "coinvolta, benche' innocentemente [!], nei love affairs lesbici"), ci descrive invece Renata come "una donna straordinaria... sembrava Liszt giovane e non ho ancora incontrato una donna che non fosse pronta a caderle tra le braccia...". Anche Romaine si innamoro' del fascino androgino e della chiara accettazione del proprio lesbismo della pianista italiana; l'anno dopo, nel 1920, Romaine scrive da Capri a Natalie che si era stancata di Renata (ma non sara' stata solo una scusa?), comunque la dipinge mentre suona il pianoforte e questo ritratto, imperituro ricordo di una passione transitoria, e'sicuramente uno dei suoi quadri pi interessanti. A Capri conobbe anche la marchesa Luisa Annam Casati, che a Venezia, dove viveva, dava balli sui canali ed appariva in societa' con scimmie, leopardi e serpenti; sull'isola campana arrivo' con una gazzella, un pappagallo blu e un servo negro. Voleva conquistare Romaine e le commissiono' un ritratto; Romaine la dipinse nuda, ma scrisse a Natalie che aveva gli occhi troppo piccoli per i suoi gusti... Anche Barbara Lowther ("Toupie"), un'amica di Radclyffe Hall, s'innamoro' della pittrice; su di lei circolava la storia che fosse stata arrestata alla frontiera francese per essersi travestita da uomo, mentre al ritorno, a quella italiana, per essersi vestita da donna. Nel 1923 Romaine dipinge un autoritratto dove compare con cappello a cilindro, giacca e guanti, il tutto nero; sullo sfondo un paesaggio in rovina. A proposito del cappello, alla sua morte furono trovate 60 sciarpe e 62 berretti identici; grazie al suo ceto sociale poteva permettersi di vestire come le pareva, esibendo una sorta di dandysmo che fungeva da segregatore dal mondo eterosessuale, mentre l'aspetto maschile esprimeva l'amore per altre donne. Ora Romaine ha 49 anni, uno studio a Parigi e la sera va a vedere Josephin Baker alle Folies-Bergre con Natalie e Faith; l'anno dopo, nel suo studio di Londra, dipingera' il famoso ritratto di Una Troubridge, un capolavoro di espressivita' secondo alcuni critici (per i detrattori invece lady Troubridge stava semplicemente starnutendo), comunque pieno di "marcatori" della subcultura lesbica. Romaine Brooks un paio d'anni dopo sara' ritratta da un'altra pittrice lesbica, Gluck, che pero' non termina il quadro; Gluck era stata dipinta da Brooks nel 1923 come "Peter, una giovane inglese". Nel 1926 a villa "I Tatti" a Settignano, incontra Clotilde Marghieri, che nel suo romanzo Il segno sul braccio fa rispondere ad una contessa spagnola che abitava a Firenze, tale Hortense, interrogata da Berenson sul perche' Romaine Brooks fosse divenuta "sacerdotessa di Lesbo": "que voulez vous, les hommes nous chiffonnent beaucoup trop!" ["Che volete, gli uomini ci sciupano decisamente troppo!"]. Quando nel 1928 esce Il pozzo della solitudine, Romaine lo giudica "un libro ridicolo, trito e superficiale", e definisce Radclyffe Hall (che la inserisce nel suo romanzo The forge, del 1924, come l'artista "Venetia Ford") "una che scava vermi con la pretesa dell'archeologa di fama". Romaine presente anche in Ladies' almanack di Djuna Barnes (sempre del 1928) come "Cynic Sal". Nel 1930 compra e lascia una casa a Santa Margherita Ligure, poi parte per l'America, da dove torna per stare con Natalie, che per0' venne invitata dall'ambasciata americana a lasciare la Francia a causa dell'imminente guerra. Quando partono per l'Italia, nel 1939, Romaine aveva 66 anni e Natalie 64. Negli anni 1940-1946, durante la seconda guerra mondiale,e'a Firenze con Natalie a Villa Sant'Agnese, in via S. Leonardo. Natalie socializzava ed infieriva sulla servitu', Romaine scriveva le sue memorie, entrambe prendevano il sole sulle sdraio in una trincea appositamente costruita in giardino per rimanere fuori della vista degli aerei che passavano sopra le loro teste e bombardavano la citta'. Frequentano Harold Acton, Bernard Berenson, il marchese Strozzi; ed il soggiorno fiorentino e'un oasi di pace anche sentimentale, perche' finalmente Natalie si dedica totalmente a Romaine. A Firenze Natalie dedica la poesia "La cit des fleurs". Gli anni successivi, fino al 1955, l'estate sara' passata invece a Fiesole, a Villa Gaia, dove Romaine siede per ore alla finestra (non pu0' piu'leggere alla luce artificiale). L'inverno lo passa a Nizza, in rue des Ponchettes 11, all'ultimo piano, in stanze buie, con tende scure che non dovevano lasciar passare n luce n rumori, con cuscini neri e mura grigio piombo; per lei il giorno e la notte non esistevano piu', ed era piena di paure e di sospetti. Ma anche di risentimenti: nel 1957 e'esasperata dall'ultimo tradimento di Natalie (che aveva 82 anni!) con Jeanine Lahouvary ("Giselle"), una relazione che duro' per 14 anni. Nel 1968 teme di perdere la vista e non risponde a Natalie che la supplica e che manda al suo "Angelo" messaggi firmati "Nat-Nat": "Mio Angelo e crudele Amore, dopo che per mezzo secolo sei la mia piu'vicina e piu'cara, perche' ora mi tratti come una sgradita sconosciuta?". Romaine muore a Nizza il 7 dicembre 1970 alle 2:30 del pomeriggio. Aveva 96 anni, il funerale fu con poche persone, e senza fiori perche' non le piacevano. Sulla tomba l'epitaffio scritto da lei stessa: Here remains Romaine, who Romaine remains. ["Qui e'quanto rimane di Romaine, che Romaine rimane].


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